Ondina Valla: oltre ogni ostacolo

Lo spettacolo “Ondina Valla: oltre ogni ostacolo”, tenutosi il 12 gennaio 2018 presso l’auditorium Torelli, organizzato dalla Consulta provinciale degli studenti e dall’associazione Alpi in scena, narra la vita dell’atleta bolognese Trebisonda Valla che, durante il periodo fascista, fu la prima donna italiana a vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi.

L’evento è una proposta interdisciplinare che abbraccia sia valori dello sport, sia la figura della donna nel periodo dei regimi totalitari. Ce ne ha parlato Andrea Bienati, professore di storia e Didattica della Shoah, delle Deportazioni e dei Crimini contro l’Umanità, con una tale passione da sembrare già parte dello spettacolo.

Ondina Valla – immagine tratta da www.sportstorytelling.it

La rappresentazione, scritta da Lisa Capaccioli, parla di una ragazza che riesce a realizzare il suo sogno: diventare la migliore saltatrice di ostacoli del mondo.

Dopo una corsa sul palco l’attrice Lorenza Fantoni pronuncia le parole del monologo che hanno dato inizio allo spettacolo: “Trebisonda Valla, detta Ondina, figlia di Gaetano Valla e Andreana Pezzoli. Nata a Bologna il 20 maggio 1916, professione atleta. Io gareggio da quando avevo 13 anni…”.

In questa rappresentazione teatrale “Ondina” ha reso partecipe il pubblico della sua vita, illustrando i vari ostacoli che ha dovuto affrontare e superare nella sua vita per raggiungere il suo grande sogno.

I primi due ostacoli che ha oltrepassato sono stati la famiglia e soprattutto sua madre. Ondina era una ragazza indipendente e determinata, la sola femmina dopo quattro maschi. Il padre e i suoi fratelli erano i suoi primi grandi sostenitori ed erano molto orgogliosi di lei. La madre, invece, era ostile al fatto che Ondina praticasse sport. Voleva vedere nella figlia quelle doti di grazia e sottomissione che non ebbe mai.

Un altro grande problema che avrebbe potuto interrompere il suo percorso verso la grande meta riguardava la salute della sua schiena, sofferente in parte a causa delle scarpe non adatte per quella disciplina. I medici le avevano sconsigliato di continuare a praticare sport, ma lei non fu vinta da questo ostacolo e così partecipò alle Olimpiadi del 1936 a Berlino dove vinse la medaglia d’oro.

Ondina era una donna e ciò poteva essere d’ostacolo per diventare una grande campionessa. Ai suoi tempi la donna e l’uomo non avevano gli stessi diritti e avevano dei ruoli ben distinti. L’uomo doveva lavorare e guadagnare per mantenere la famiglia e con più libertà di scelta, mentre la donna al contrario doveva occuparsi della casa e dei figli. Quest’ultima inoltre aveva poca libertà di scelta e spesso doveva essere sottomessa al volere dell’uomo. Ondina, invece, non voleva sottostare a queste regole, perché ciò che a lei importava era correre e saltare.

Un altro ostacolo fu la Chiesa, perché questa si era opposta all’agonismo femminile ed aveva impedito a molte donne di partecipare alle Olimpiadi del 1932, quando la giovane atleta aveva appena 16 anni.

Ma c’erano anche i suoi stessi dubbi…

I dubbi che nutriva Ondina erano per lo più riguardanti se stessa e le gare: infatti dopo la finale delle Olimpiadi di Berlino dovette aspettare quasi mezz’ora per sapere l’esito della gara e lei era molto ansiosa.

Essere un atleta aveva anche aspetti positivi come l’amicizia con Claudia Testoni, conosciuta sulle piste da gara, per Ondina, un’amica nella vita quotidiana e una rivale nello sport. Fin da piccole compagne e avversarie, entrambe emergevano su tutti, fino ad arrivare alle Olimpiadi del ‘36.

E infine arriva il vero e proprio ostacolo, l’ultimo degli 8 ostacoli che l’hanno accompagnata nella sua vita. 8 barriere a forma di “L” alte 76 cm. 8, ostacoli da saltare in 80 metri, con una tecnica precisa, 1 errore ed era la fine della gara.

A fine spettacolo abbiamo riflettuto molto sul tema delle donne durante il fascismo. Ondina ha lottato molto per emanciparsi con lo sport e questo spettacolo è stato molto utile per farci capire la realtà di un tempo, quando la donna era vista come un essere inferiore, situazione non più presente ai giorni nostri. Da questa storia si può inoltre capire che per raggiungere i propri obiettivi bisogna lavorare duramente, resistere alle fatiche e affrontare gli ostacoli della vita a testa alta.

Classe 1A Scienze Umane

Condividi con ...