L’anoressia è una cicatrice sul cuore che ti resta in eterno

Quando si entra in un tunnel, di qualsiasi tunnel si tratti, non se ne esce mai per davvero. Anche quando ti sembra che le cose vadano bene e che finalmente il mondo stia girando per il verso giusto non smetterà mai di piovere, perché le nuvole scure ti seguiranno per sempre. Dicono che il tempo guarisca tutte le ferite, ma è una boiata in realtà, il tempo si limita a tenere insieme i pezzi rotti con una cucitura che potrebbe cedere da un momento all’altro.

Sono stata anoressica e questa malattia mi ha lasciato una cicatrice sul cuore che fa male ancora oggi. Anoressia è appassire giorno dopo giorno, è avere lo sguardo spento, smettere di sorridere. Sono i pomeriggi passati sul divano coperte da montagne di piumini per combattere il freddo che c’è fuori e con gli auricolari nelle orecchie per cercare di sconfiggere il gelo che c’è dentro. È una dipendenza da cui non riesci a uscire, una paura che il resto del mondo non può capire fino in fondo è che per questo ti costringe a rimanere sola, anche se in realtà non si è mai completamente sole. È come aver un alter ego, una voce nella testa che prende il sopravvento e ti toglie ogni libertà. Hai la vista annebbiata, non riesci più a vedere il mondo dalla giusta prospettiva: il cibo diventa veleno, lo specchio una prova sostanzialmente insuperabile e la bilancia un ossessione. Smetti di uscire con gli amici perché alla fine in questa società ruota tutto attorno al cibo: la pizzeria prima del cinema, l’aperitivo del sabato sera, i cocktail in discoteca, le cene di compleanno e allora rimani a casa da sola, immobile nella tua condizione, mentre intorno a te la vita va avanti senza aspettarti. A scuola resti indietro perché non riesci a concentrarti, sei psicologicamente e fisicamente troppo stanca per studiare e inevitabilmente i tuoi voti non sono più quelli di prima, perché anche tu non sei più quella di prima.

Questa malattia ti toglie tutto e io ho sprecato mesi e mesi di quelli che dovrebbero essere gli anni più belli della nostra vita a pensare a quanto brutto fosse vivere così senza riuscire a trovare nessuna soluzione. Sono stata anoressica perché questa società pretende sempre di più dalle persone, perché la cattiveria gratuita ormai è un abitudine e i giudizi degli altri sono diventati legge. Ho passato la vita ad analizzare ogni singola parola di ogni commento è a pensare che il problema fosse il mio aspetto. Non mi sono mai piaciuta, neanche quando pesavo 40 kg. Ma alla fine cosa avevo in più di adesso? Niente, non uscivo mai di casa, non avevo tutti gli amici e i puntelli di adesso, avevo sedici anni sulla carta ma non li avevo per davvero.

Adesso esco ogni sabato sera, bevo e fumo anche se so che fa male, non sono magra ma neanche grassa (anche se ovviamente ci sono i giorni in cui mi sento una balena ma quello capita a tutti, no?). Sono diventata più forte, perché per uscire da questo buco nero ci vuole una forza immensa che io non immaginavo neppure di avere, devo ringraziare tante persone per avermi aiutato, parenti, amici… ma prima di tutti gli altri devo ringraziare me stessa perché mi sono salvata da sola. Oggi sono una persona diversa anche se parlarne mi fa male e a volte ho solo voglia di ricominciare a non mangiare più, poi ci penso e mi dico che questo gioco non vale la candela, fidatevi che non la vale. Fregatevene delle parole di chi vi vuole male e delle opinioni di chi non conta un tubo, la bilancia non è il giudice supremo della vostra vita e lo specchio la maggior parte delle volte mente. Vivete l’adolescenza alle feste, in giro con gli amici, facendo sport (per le ragioni giuste), innamoratevi, lasciatevi e poi innamoratevi di nuovo, andate al cinema, al mare, visitate città, e fate tutte queste cose adesso perché purtroppo non avrete un’altra possibilità.

ORBELI

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