La felicità di essere felici

La vita degli ultimi anni sta diventando sempre più piena di impegni, ma il problema è che questi non comportano altrettante soddisfazioni. Allora è necessario chiedersi cosa sia veramente importante: riempirsi le giornate senza goderne nemmeno un secondo o compiere delle scelte e, di conseguenza, delle rinunce, ma intraprendendo attività che ci rendono felici?

Spesso questi impegni ci vengono imposti dall’esterno e noi possiamo solo organizzarci ma, in altri casi, siamo i primi che vorremmo arrivare ovunque, essere esperti in ogni ambito e trascorrere il tempo con tutte le persone a cui siamo affezionati. Non che questo sia un pensiero sbagliato, forse solo un po’ difficile da realizzare.

Dobbiamo però considerare che nella vita ci sia un tempo per tutto: quando si è bambini per giocare e crescere, quando si è adolescenti studiare e imparare a gestire alcuni ambiti della propria vita, per poi diventare adulti e dare la priorità assoluta a ciò che è veramente importante.

Gli sbagli più grandi sono quindi due: perdere tempo quando lo si ha a disposizione e “fare il passo più lungo della gamba”, nel senso di andare oltre le nostre possibilità quando dobbiamo decidere come occupare le nostre giornate.

Detto questo partiamo dal presupposto che non possiamo fare tutto, ma che in ogni momento della vita abbiamo tempo sufficiente per fare qualcosa.

Sicuramente sono molti, forse troppi, gli aspetti della nostra vita legati all’importanza del tempo: i momenti in cui è necessario cogliere l’attimo, i periodi e le situazioni che richiedono, invece, organizzazione, la dimensione dello sport o del lavoro, della famiglia o degli amici e di tutto quello che dà un senso alle nostre giornate.

Proprio a causa della molteplicità e della singolarità delle diverse esperienze di vita, vorremmo continuare il discorso analizzando un aspetto che raccolga un po’ ogni ambito: la felicità.

La vita è una ed è ADESSO.

Prima di ogni scelta, di ogni impegno ci si pongono sempre delle domande per capire se ne valga la pena, oppure no. A volte sono proprio questi stessi interrogativi il problema. Troppo presi nel capire il “perché” di ciò che facciamo, richiamo di non goderci il “come” o il “cosa”.

È per questo motivo che tutto al giorno d’oggi sembra dover avere sempre un fine: si rinuncia alla famiglia per la carriera, si sceglie un lavoro per denaro, si scelgono delle mete per condividere le foto sui social, si frequentano determinati ambienti e compagnie per dare una certa immagine di sé, si comprano gli accessori e i vestiti che riempiono le case e gli armadi per la moda, ma mai, o comunque poche volte, si fa qualcosa per il semplice, ma essenziale motivo di essere felici.

Felicità non significa fare solo ed esclusivamente ciò che si vuole, soddisfare immediatamente anche i bisogni meno importanti o rifiutarsi di portare a termini compiti imposti da altri. La felicità a volte va creata e in altre cercata, l’importante è trovarla, anche quando è più difficile.

La dobbiamo creare perché scegliendo ciò che è veramente importante per noi ci comportiamo di conseguenza e viviamo momenti di cui siamo noi gli artefici. Invece è necessario cercarla perché dobbiamo tenere presente che, a volte, siamo “passivi” e le situazioni in cui capitiamo non le abbiamo volute, ma questo non significa che non possiamo comunque essere felici.

Dicono che la vita sia fatta di attimi. Sta a noi scegliere come vivere e come viverli e nei momenti in cui non siamo immersi nell’esperienza chiediamoci se siamo soddisfatti, perché l’impegno più bello, che non ha un fine, ma è il fine di tutto, è voler trovare la felicità in ogni momento.

Gloria

Condividi con ...