Focus in classe

Durante l’anno scolastico 2016/2017 noi alunne della prima sezione A del Liceo delle Scienze Umane abbiamo aderito ad un progetto proposto dalla prof.ssa Ravagnani: Il progetto “Focus”, collegato all’iniziativa “Il quotidiano in classe” con il patrocinio dell’Osservatorio Giovani editori.

Ogni mese, a partire da gennaio 2017, ci venivano inviate gratuitamente copie della rivista mensile “Focus” che leggevamo e analizzavamo in classe per realizzare un nostro miniFocus di classe.

Due ore a settimana, ci recavamo nell’aula di informatica e, suddivisa la classe in gruppi, dopo un’attenta e puntuale ricerca di informazioni su vari siti abbiamo sviluppato e approfondito tematiche diverse. Tutte insieme abbiamo deciso quali sarebbero stati gli argomenti da trattare e poi ogni gruppo si è preso la responsabilità di approfondire due e più temi.

Ogni articolo redatto è accompagnato da una fotografia  o un disegno rigorosamente originali e realizzati da noi. 

La copertina di “miniFocus” realizzata dalla 2AS

In copertina, come si può vedere dalla grafica, spicca in posizione centrale il nostro argomento principale, mentre le foto che gli fanno da corollario rimandano alle altre sezioni del progetto. 

L’argomento principale trattato, che è appunto la nostra infografica di copertina, è un prodotto tipico della nostra zona, il grano saraceno, e alcune specialità culinarie di cui è l’ingrediente principale. Tra gli altri: “Se non ci fosse la Luna”, “Il disorientamento spaziale”, “Cos’è la musicoterapia”, “Perché si piange”, “Perché il mare è salato”, “I benefici dello sport”, “L’evoluzione della cosmesi”, “Perché le palme sopravvivono agli uragani”, “Perché non si ricorda niente prima dei 3 anni”, “Come nasce l’arcobaleno” e per finire un interessante confronto tra la medicina ufficiale e quella alternativa.  

Questa attività  ha avuto una ricaduta positiva sulla classe: abbiamo scoperto e conosciuto interessanti problematiche, ci ha aiutato a fare un vero e proprio “gioco di squadra” e insegnato a lavorare come un gruppo veramente  unito. 

Anche per quest’anno scolastico 2017-18 stiamo elaborando un nuovo lavoro che dovrà essere terminato e spedito alla redazione de “Il quotidiano in classe” e Focus entro la fine del mese di maggio. 

Siamo soddisfatte di questa esperienza, sarebbe molto appagante vedere il nostro Minifocus visibile a tutti e, con un po’ di fortuna, anche premiato!

La redazione della 2AS

La felicità di essere felici

La vita degli ultimi anni sta diventando sempre più piena di impegni, ma il problema è che questi non comportano altrettante soddisfazioni. Allora è necessario chiedersi cosa sia veramente importante: riempirsi le giornate senza goderne nemmeno un secondo o compiere delle scelte e, di conseguenza, delle rinunce, ma intraprendendo attività che ci rendono felici?

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L’anoressia è una cicatrice sul cuore che ti resta in eterno

Quando si entra in un tunnel, di qualsiasi tunnel si tratti, non se ne esce mai per davvero. Anche quando ti sembra che le cose vadano bene e che finalmente il mondo stia girando per il verso giusto non smetterà mai di piovere, perché le nuvole scure ti seguiranno per sempre. Dicono che il tempo guarisca tutte le ferite, ma è una boiata in realtà, il tempo si limita a tenere insieme i pezzi rotti con una cucitura che potrebbe cedere da un momento all’altro. » Read more

Intervista agli ex prof Marveggio e Gianoli

Abbiamo intervistato due nostri ex “prof”: Rosalba Marveggio (M), ora in pensione, e Giulia Gianoli (G), che al momento insegna al Liceo Scientifico Donegani.

 

3 parole con cui descriverebbe alunni, docenti e bidelli della nostra scuola

  • M: È difficile con tre parole, data la varietà di alunni, docenti e bidelli
  • G: Non riuscirei neppure con 3000 parole

Il ricordo più bello e quello più brutto legato all’esperienza nella nostra scuola

  • M: Ho solo ricordi belli…
  • G: La mia memoria a lungo termine è pari a 1 bit

L’esperienza più assurda

  • M: Non ho avuto esperienze assurde
  • G: Fare la vicepreside 😉

La classe più casinista

  • M: Nessuna in particolare
  • G: Gli alunni di quella classe lo sanno… e sanno anche che li adoravo…

Descriva il primo e ultimo giorno nella nostra scuola

  • M: Del primo giorno non ho memoria, troppo lontano nel tempo; l’ultimo giorno mi sentivo leggera, come se mi fossi liberata di un peso
  • G: Il primo risale a settembre dell’anno 2000, l’ultimo ad agosto 2016; ricordo solo il rimbombo del mio battito cardiaco

Un pregio e un difetto della nostra scuola

  • M: Un pregio è la buona organizzazione raggiunta negli ultimi anni, un difetto il poco peso delle discipline scientifiche
  • G: L’utenza prettamente femminile è per certi versi un pregio, per altri un difetto

Cosa cambierebbe della nostra scuola?

  • M: Se avessi la bacchetta magica molte cose…
  • G: Aumenterei le ore di Matematica

Le giustificazioni più stupide

  • M: Non me ne vengono in mente
  • G: La percentuale di sveglie che non suonano al mattino è veramente troppo alta, soprattutto considerando che, per ogni sveglia che non suona, molto spesso c’è una madre che urla per mezz’ora e che poi rassegnata firma la giustificazione

La sua bevanda preferita alle nostre macchinette

  • M: La cioccolata
  • G: La cioccolata con dose extra di zucchero!

Il suo studente ideale

  • M: Non esiste lo studente ideale
  • G: Quello che alza la mano e poi fa una qualsiasi domanda che non sia “Posso andare in bagno?” 

Pensa di essere piaciuto ai suoi alunni?

  • M: Spero almeno un po’
  • G: Penso di aver fatto piacere ad alcuni di loro la Fisica e la Matematica. Comunque, se fossi piaciuta a tutti, mi preoccuperei…

Che tipo di atmosfera ha trovato nella nostra scuola

  • M: Direi buona, se ci sono rimasta per tantissimi anni!
  • G: L’atmosfera terrestre 😉

Ci racconti qualche gossip

  • M: Non amo il gossip
  • G: Raccontatemeli voi!

Cosa pensa dell’Ulisse?

  • M: Mi piacerebbe un’edizione online
  • G: Penso che non debba pubblicare questa intervista 😉

Il suo motto

  • M: Carpe diem
  • G: Il motto accellerratto 😉

Com’è cambiata la sua vita da quando non insegna più nella nostra scuola

  • M: Posso finalmente disporre del tempo come voglio
  • G: Per cambiare la mia vita dovrei fare scelte un po’ più audaci che cambiare scuola…

Le più grandi soddisfazioni che ha avuto nella nostra scuola

  • M: L’amicizia con alcuni colleghi/e e il lavoro con i ragazzi
  • G: Sentirmi dire con entusiasmo “Ora ho capito prof!”

La classe che ricorda con maggior piacere

  • M: Ricordo tutte le classi con piacere
  • G: Nei miei ricordi alunni e classi si mischiano che è un piacere!

Ci saluti!

  • M: Ciao ragazzi, a presto!
  • G: <3

Il cambiamento climatico: attenzione alle conseguenze

Negli ultimi cento anni siamo andati incontro ad una cosa troppo grande per noi. Questa “cosa” si chiama cambiamento climatico. Il cambiamento climatico è comportato anche da elementi naturali, ma in gran parte è dovuto agli interventi antropici (questo dato è certificato dalla NASA, quindi non fate come Trump che dice che l’uomo non c’entra). Per interventi antropici intendo la grandissima industrializzazione, il sovrappopolamento della Terra (agli inizi del 900 la popolazione era poco più di un miliardo di persone, adesso siamo quasi a otto), e in generale le emissioni esagerate di anidride carbonica, l’avvelenamento delle acque dovuto agli scarichi tossici, l’eccessivo utilizzo di petrolio, le quantità spropositate di rifuti, la deforestazione. Tutto questo sta causando danni gravissimi in tutto il mondo, che potrebbero portare alla fine della vita sul nostro pianeta. Uno degli effetti forse più visibili è il surriscaldamento globale, un innalzamento della temperatura mondiale dovuto all’aumento dell’anidride carbonica nella composizione dell’aria (la CO2 è aumentata da 2,5 p.p.m a oltre 4 p.p.m). Il surriscaldamento globale porta allo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, di conseguenza… ops, le Maldive e la Polinesia sono annegate, Venezia, Rimini & co sono sommerse, gli orsi polari e i pinguini morti e sepolti (sepolti forse no, ma dettagli); porta a carestie e siccità, quindi migrazioni forzate e guerre. Un’altra faccia del cambiamento climatico sono i fenomeni meterologici estremi: uragani, alluvioni, tempeste tropicali, inondazioni. A me questo scenario non sembra bello, per niente. Ed è per questo che ho scritto quest’articolo. Per dire a tutti che il mondo è casa nostra. E dobbiamo averne cura.

Filippo Foppoli, 1AC

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