Attori per l’Europa

Cos’è l’Europa? Spesso ne sentiamo parlare come un’istituzione lontana da noi che impone vincoli e leggi agli Stati membri; ma cosa offre davvero l’Europa ai giovani? Noi abbiamo avuto l’opportunità di partecipare al progetto Erasmus +, che si è svolto a Sindelfingen (città tedesca gemellata con Sondrio) e ha coinvolto studenti provenienti da sette diverse nazioni. L’Europa infatti non si occupa solo di aspetti burocratici e amministrativi ma si impegna anche nel concreto a sensibilizzare le nuove generazioni a comprendere l’importanza di una collaborazione tra gli Stati. L’obiettivo dei dieci giorni era la realizzazione di una performance teatrale che mettesse in scena i nostri timori e desideri sull’Europa del futuro. Attraverso la recitazione, che di per sé stimola il dialogo e la libera espressione, ognuno di noi è stato incoraggiato a condividere la propria idea di Europa, confrontandola con quella degli altri. Da ciò è emerso che tutti, nonostante le diverse realtà di provenienza, crediamo nelle potenzialità dell’Europa e in una realizzazione sempre più concreta di questa. Anche la possibilità di visitare la sede di uno degli apparati fondamentali dell’Unione, il Consiglio d’Europa, accompagnati da un suo membro, ci ha fornito ulteriori informazioni su aspetti che non conoscevamo. Le attività proposte hanno certamente favorito la creazione di un gruppo coeso, che andasse oltre le barriere culturali, incentivando valori quali il rispetto e l’apertura all’altro. Dobbiamo quindi riconoscere quanto questo progetto ci abbia arricchito attraverso il divertimento, coinvolgendoci in esperienze nuove, che ci hanno permesso di mettere in campo le competenze linguistiche su cui tanto lavoriamo in classe.

Alice Della Valle, Giorgia Rossi, Francesca Scarì, Matteo Innocenti & Francesca Franzetti, quarta linguistico 

Notre voyage en France

Reduci da un cinque in italiano, donatoci dalla nostra professoressa dal cor gentile (ciao prof le mandiamo un saluto dall’alto della popolarità, ha visto?  Siamo sull’Ulisse!), chiediamo venia per eventuali rotture di scatole.

Accompagnate dal duo dei sogni Aprea-Bonvento, dal 12 al 19 ottobre siamo state in quel di Thonon-les-Bains, città situata sulla sponda francese del lago Léman. La cittadina è la bella copia di Sondrio, con qualche abitante e attrazione in più.

Avete presente l’accademia di Zoey 101, che tutti noi almeno una volta abbiamo sognato di frequentare?  Ecco, l’istituto Saint Joseph può essere considerato la Pacific Coast Academy francese;  la struttura accoglie studenti dai sei ai diciott’anni, che seguono i corsi ogni giorno per otto ore, salvo il fine settimana. Le principali differenze tra il nostro e il loro sistema scolastico riguardano lo spostamento degli alunni, e non degli inseganti, di ora in ora, la presenza di ore buche che possono essere sfruttate per attività di studio, sport o relax e la diversa distribuzione delle vacanze.

Sugli irti colli di Lione, dove abbiamo trascorso l’intera giornata di martedì, c’era così tanta nebbia che Giosuè Carducci levati. La capitale culinaria francese è costruita su vari livelli, infatti abbiamo salito e sceso più gradini quel giorno che in tre anni di Perpenti. La particolarità del centro storico sono i traboules, scorciatoie che attraversano i palazzi e collegano le varie vie.

Annecy, che abbiamo visitato il secondo giorno, ci era stata presentata come la Venezia delle Alpi. La verità è che non basta un corso d’acqua per rendere una città Venezia, infatti Annecy, pur essendo un borgo veramente grazioso ed interessante, del capoluogo veneto ha soltanto il fiume.

Una delle maggiori preoccupazioni prima della partenza era il cibo, ma anche questa si è rivelata solo una nostra paranoia, infatti abbiamo mangiato bene e assaggiato piatti tipici come la fondue, le raclettes e le crêpes. E sì, è vero: i francesi usano il formaggio anche come saponetta del bidet… ah no, non ce l’hanno.

Nonostante il mondiale 2006 fosse pensiero ricorrente di alcune di noi, abbiamo instaurato un buon rapporto con i nostri corrispondenti e le loro famiglie.  Abbiamo persino fatto il lavoro di Cupido e nuovi amori sono nati. Lo stereotipo del francese freddo e arrogante si è scoperto falso, visto che abbiamo dato più baci sulla guancia in una settimana che in sedici pranzi di Natale.  Parlando seriamente, si sono dimostrati tutti cordiali e amichevoli con noi.

L’immagine della nostra cara madrelingua Isabelle, che sbatte i piedi all’udire di ogni nostro obrobrio di pronuncia, ritornava nelle nostre menti ogni qualvolta dovessimo fare i conti con le nasali. Nei primi momenti sembrava che riuscissimo solamente a dire oui, ça va, je suis fatiguée.  Nonostante ciò, un po’ di francese l’abbiamo parlato e anche imparato.

Tirando le somme, quest’esperienza ci ha lasciato ricordi indelebili e innumerevoli momenti trascorsi ridendo e facendo ciò che ci ha portato a scegliere questo indirizzo: viaggiare.

Laura Verdesca, Michela Belottini, Martina Parolaio & Jasman Kaur, 3AL

Coucou Ulisse, la 3AL ti saluta da Thonon-les-Bains

13 novembre 2017

Coucou Ulisse,

è la prima volta che ti scriviamo e speriamo di essere all’altezza del compito…

Iniziamo col presentarci: siamo quattro ragazze di 3^AL che si sono spinte oltre il confine italiano per una nuova avventura: il progetto di scambio con la Francia.

Il 12 ottobre, dopo un interminabile viaggio durato ben otto ore, siamo giunte a destinazione: Thonon-les-Bains.

Si tratta di una città sul lago di Ginevra, orgogliosamente chiamato dai francesi “lac Léman”.

Come succede durante ogni scambio, tutte le alunne della classe avevano un corrispondente, ciò significa che ci sono state diciassette esperienze completamente diverse con diciassette famiglie differenti.

Ovviamente non sono mancati momenti condivisi da tutta la classe, infatti sono state organizzate due uscite, una ad Annecy e l’altra a Lione, delle lezioni presso il liceo frequentato dai corrispondenti, il liceo Saint Joseph, e una visita guidata nella città di Thonon.

Per quanto riguarda le gite, tutta la classe è stata conquistata dalla pittoresca cittadina di Annecy, caratterizzata da canali che la attraversano, ponti ornati di fiori colorati, e antichi palazzi dai tetti rossi. Lione è invece una città più frenetica e moderna, ma soprattutto ricca di traboules, passaggi segreti tra un gruppo di case e l’altro nel quartiere antico.

Per concludere questo breve riassunto sul soggiorno trascorso, noi quattro ci consideriamo molto contente e soddisfatte dell’esperienza vissuta, infatti attraverso questa abbiamo potuto scoprire nuovi aspetti di noi stesse, nuovi luoghi e nuove tradizioni, e abbiamo potuto migliorare il nostro francese.

À bientôt,

Elisa Piatta, Gaia Romano, Matilde Giugni, Francesca Stiglitz

 

P.S. Ulisse, se ti stessi chiedendo il motivo del “coucou” iniziale, sappi che questo è un saluto molto (fin troppo) usato dai nostri cari amici francesi.