Una classe, tante note (musicali, ovvio!)

Quando – nella prima riunione della redazione di Ulisse – ci siamo confrontati su cosa poter scrivere, non ho avuto dubbi… la sezione “musica” mi aspettava! Ed eccomi qui! Sì, perché siamo in 28 in classe e la stragrande maggioranza di noi suona (o comunque suonava) uno strumento, tra cui pure alcuni assai poco noti che, cari lettori, scommetto che in pochissimi conoscete. Ho lanciato, allora, ai miei compagni l’idea e, nel giro di qualche giorno, ho raccolto tante esperienze personali relative al loro rapporto con la musica. Qui mi limito soltanto a fare un collage, scusandomi se a volte ho dovuto tagliare troppo, visto che diversi tra questi erano veramente molto lunghi.

Un classico esercizio di Matematica da Scuola Primaria è l’indagine: raccolta dei dati ed elaborazione. Avrei potuto fare anche io così – ovvero limitarmi a chiedere quanti dei miei compagni suonano – per poi realizzare un bel grafico, quello con le colonnine colorate, che espone soltanto il numero dei violinisti o dei pianisti. Ecco, forse però non avrei potuto realizzare questo articolo, ma uno di quei bei cartelloni che solitamente rallegrano le aule.

Invece sono ben felice di parlare di Andrea che, come mi ha scritto, si diverte da molti anni suonando il violino e la chitarra elettrica. Ha iniziato a suonare su consiglio dei suoi genitori, ora la musica è diventata per lui parte integrante della sua vita. Anche l’altro Andrea si diletta nel suo tempo libero, sia con lo studio della chitarra tradizionale che di quella elettrica. Ogni tanto azzarda anche qualche scala al pianoforte, perché – come mi ha raccontato – gli piacerebbe “cercare di diventare un polistrumentista”.

Sulla stessa lunghezza d’onda c’è pure Sofia: affascinata dai gruppi rock (specialmente gli Afterhours), ha iniziato a suonare la chitarra classica, per poi passare l’anno scorso a quella elettrica. Per lei fondamentale è la costanza: almeno un’ora al giorno, tutti i giorni.

Caterina – rispetto agli altri tre – detiene, nella nostra classe, il primato: suona, infatti, tra tipi di chitarre (classica, acustica ed elettrica) e il basso dalla quinta elementare e, in questa attività, che oggi è solo un hobby, ha trovato una via di fuga dalla realtà. Fino a qualche anno fa anche Cecilia suonava la chitarra, anche lei come hobby nel tempo libero.

Finito il gruppo delle chitarre, è doveroso tornare a quello dei violini: nella nostra classe potremmo benissimo formare un quintetto d’archi! Con il primo Andrea suona il violino anche Chiara. La sua prima esperienza risale al corso musicale della scuola Media ed è frutto della casualità: senza dubbi, infatti, avrebbe suonato il pianoforte (come dice lei, “imparando a suonarlo bene come Beth di Piccole donne”), invece le assegnarono il violino… eppure, sorpresa: fu subito amore! Dopo la prima lezione era la soddisfazione fatta persona, “anche se avevo imparato solo – confessa – a far vibrare quattro semplici corde”.

C’è un qualcosa che lega Andrea, Chiara ed Emanuele: tutti e tre, infatti, suonano nell’Orchestra giovanile “Alpinae Gentes”. Specialmente, quest’ultimo è quello che suona da più anni, ovvero da quando, affascinato dal violino, ha intrapreso, otto anni fa, lo studio alla Civica Scuola di Musica. Emanuele paragona il suo strumento (quello che suona lui è antichissimo: risale al suo trisavolo) ad un “animale domestico da coccolare” e ad un amico, vicino anche quando non si è di buon umore. Lui spera in una carriera da musicista e noi gliela auguriamo di vivo cuore.

Anche Thomas suona alla Civica il violino ed è un grande amante della musica, soprattutto quella classica. Prima di approdare all’uso dell’archetto, ha provato a suonare altri strumenti, ma alla fine ha capito che il violino era proprio fatto per lui. Come Chiara, ha iniziato a suonarlo alle Medie ad indirizzo musicale, per poi continuare gli studi… chissà se tra qualche anno sceglierà la strada del conservatorio!

Ghita, invece, dopo aver studiato, dall’età di 7 anni, il pianoforte, a 12 è passata al violino, questo piccolo strumento – come mi ha raccontato – che riesce a scatenare una potenza incredibile. Per altre attività al momento ha smesso, ma magari un giorno ci ripenserà e… sceglierà, come Nicholas, di studiare l’oboe. Lui, componente fondamentale della Filarmonica di Talamona, dedica molto tempo allo studio di questo strumento, forse non troppo famoso, ma fondamentale (basti pensare l’importanza che ha in Pierino e il lupo…) in ogni orchestra che si rispetti! L’anno scorso ha vinto anche un prestigioso premio a livello locale. Mi ha raccontato che, per lui, è bellissimo riuscire a comunicare qualcosa di concreto al pubblico senza usare le parole. Anche Alessandro, pure lui suona da sette anni, la pensa così: oltre a far parte della banda di Delebio con il suo clarinetto, ogni anno, ad agosto, partecipa a un campo estivo in cui più di ottanta ragazzi si ritrovano per dieci giorni a suonare insieme. Sempre restando in Bassa Valle e nell’ambito di strumenti tanto belli quanto meno conosciuti, c’è Chiara che suona nella banda, dalla prima Elementare, l’eufonio. … e cosa sarebbe? Ecco, state tranquilli… non siete gli unici! Anche io, prima che me ne parlasse, non ne conoscevo l’esistenza. Oltre ad avermi raccontato com’è effettivamente, mi ha detto che le piace moltissimo e che suonare, per lei, è bellissimo: ha la possibilità di conoscere tante persone e scoprire nuovi brani, tratti da diversi tipi di repertorio.

Passiamo, ora, ad uno strumento molto solenne, l’organo. È Francesco che, sullo stampo di “Qui cantat, bis orat” (chi canta, prega due volte, celebre frase di sant’Agostino), ama la musica – come mezzo di comunicazione e di espressione – e lo suona. Dopo qualche esperienza con le mani sul pianoforte, ha scelto di mettere in moto anche i piedi sulla pedaliera (per chi non lo sapesse, l’organo, oltre alle tastiere, ai registri e alle canne, ha anche diversi pedali) e ora è in grado di accompagnare le messe. Sempre su una tastiera poggia le sue mani Matilde: lei non può proprio fare a meno della “sua” fisarmonica. Dopo qualche delusione legata allo studio del piano, in quarta è passata alla fisarmonica… e ora non la lascia più! Il suo sogno sarebbe, in futuro, riuscire a trasformare questa sua passione in una professione… mentre ora vuole continuare a dedicarsi a spartiti e pentagrammi perché, si sa, lo studio è necessario!

Poi ci sarei anche io, con il mio pianoforte. La mia prima esperienza risale alla Prima Media quando partecipai ad un corso a scuola e subito mi piacque l’idea. Ora, questo è il terzo anno, lo studio alla Civica e faccio parte anche di un laboratorio musicale, il Soundpainting, basato sulla decodifica di gesti fatti dal conduttore, ma – soprattutto – sull’interpretazione personale che, almeno a parer mio, nella musica è qualcosa di fondamentale.

Ecco, perdonatemi se sono stato troppo lungo, ma spero possiate capire che essendo in ventotto e non padroneggiando il dono della sintesi… auguro a tutti i compagni (e anche a me stesso) di poter continuare a studiare e divertirsi con il proprio strumento e, chissà, se un qualche giorno non si potrà formare un ensemble!

Filippo Tommaso Ceriani, 2AC