Lui è tornato – Er ist wieder da

23 ottobre 2014, dopo più di settant’anni di ibernazione fra la Terra e l’inferno, Adolf Hitler si risveglia nella Berlino moderna. Inizialmente disorientato, il führer comincia a vagare fra i turisti, che incuriositi si scattano selfie con lui. Hitler viene ospitato per qualche giorno nel retrobottega di un edicolante; proprio grazie a quest’occasione ha modo di aggiornarsi, scoprendo così di trovarsi subito dopo la vittoria della Germania ai mondiali di calcio e sotto il governo della cancelliera Merkel. Il destino di Hitler cambia radicalmente quando incontra Fabian Sawatzki, un aspirante regista che, scambiando l’uomo per un semplice comico, lo porta con sè in tourneè per tutta la Germania, filmandolo in situazioni molto varie fra di loro, come ad esempio discutere di politica in un pub davanti ad un boccale di birra, chiacchierare con un’addestratrice di cani, fermare la gente per strada per scambiarci qualche parola. I video di Sawatzki riscuotono così tanto successo che ad Hitler verrà dedicato un intero programma televisivo, facendolo diventare un vero e proprio caso mediatico in tutto il mondo. Mesi dopo, durante le riprese di un film, Sawatzki si accorge che l’uomo che ha ospitato in casa propria è il vero Hitler ma non gli crede nessuno e addirittura finisce in un ospedale psichiatrico. Hitler può così dedicarsi alle stesura del suo secondo libro, Lui è tornato, mentre progetta indisturbato il suo ritorno politico nel quadro europeo e mondiale.

Lui è tornato è un film che inquieta chiunque abbia un po’ di buonsenso. Viene inizialmente presentato con il format di una commedia piuttosto standard: qualche battuta, situazioni ridicole e personaggi buffi e goffi. Tuttavia, man mano che il film prosegue, il parallelo fra le vittime del nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale e gli immigrati che oggi sono presenti in Europa diventa sempre più manifesto e inquietante. Molto inquietante. Hitler in questa pellicola rappresenta chiaramente il cittadino europeo medio, che esprime opinioni senza informarsi, sul razzista andante e politicamente ignavo ma fermo sulle sue idee. In una scena del film, subito dopo essersi reso conto di aver davanti il vero Hitler, Sawatzki tenta di uccidere Hitler, tuttavia il führer sopravvive ad una pallottola al cuore, spiegando poi: «Sono una parte di te, non puoi uccidermi».

Questo film è un ottimo spunto di riflessione riguardo all’attuale quadro europeo, politico, economico e sociale. Il fatto che Hitler riscuota ancora così tanto successo è indicativo. Il suo programma politico è sostanzialmente invariato da quello del Novecento, l’unica differenza sono i destinatari: gli immigrati, verso i quali attualmente sono compiute su tutto il suolo europeo diverse nefandezze, che spesso non arrivano nemmeno sulle grandi testate e neppure ai telegiornali.
Hitler nel film progetta indisturbato il suo ritorno politico. Chissà quando e in che modalità riuscirà a metterlo in atto! Il se, purtroppo, è diventata una domanda superflua.

La pellicola di Lui è tornato merita tantissimo, così come l’omonimo libro, scritto dal genio di Timur Vermes, giornalista e scrittore tedesco il cui romanzo d’esordio ha venduto 2.300.000 copie, è stato tradotto in 41 lingue e ha evidenziato con arguta ironia uno dei grandi problemi odierni, che viene troppo spesso trascurato.

MRP