Ultima modifica: 14 Settembre 2017
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Virus informatico colpisce le scuole «Sempre più rischi dentro la Rete»

Virus informatico colpisce le scuole   «Sempre più rischi dentro la Rete»

Sarebbero più d’una le scuole della provincia, vittime del virus informatico, che imperversa in Rete in queste settimane. Il famigerato Cryptolocker, che “inchioda” il computer e che, per liberarlo, pretende un riscatto.

Sarebbero più d’una le scuole della provincia, vittime del virus informatico, che imperversa in Rete in queste settimane. Il famigerato Cryptolocker, che “inchioda” il computer e che, per liberarlo, pretende un riscatto.

Lo sostiene Gianfranco Bordoni, che preferisce non fare nomi – «sicuramente più di quattro scuole» -, ma che mette in guardia dai rischi che si corrono su internet, soprattutto invitando gli utenti a prendere le distanze, senza prima capire di cosa si tratti, dal DeepWeb, o web sommerso, ossia l’“oceano” di risorse del Wolrd Wide Web, non segnalato dai consueti motori di ricerca, dove è possibile trovare praticamente tutto quanto è illecito.

«Come esperto sono a conoscenza di diverse realtà, che hanno subito questi attacchi informatici: in questi giorni molte aziende, scuole, enti e privati hanno subito un pesante attacco, messo a segno da pirati informatici organizzati che, attraverso un particolare virus – il Cryptolocker -, riescono a trasformare tutti di documenti digitali nei computer impedendone l’accesso e l’utilizzo da parte del titolare, chiedendo un forte riscatto in denaro, per poter accedervi nuovamente» spiega Bordoni, docente di matematica, fisica ed informatica, nonché esperto di sicurezza informatica, che da alcune settimane tra l’altro ha dato via ad un sondaggio online sul cyberbullismo, al fine di misurare quanto esteso il fenomeno sia sul territorio provinciale.

«Non esiste tecnologia che possa contrastare efficacemente un fenomeno di prevaricazione come il cyberbullismo, che offre ai giovani una platea di osservatori potenzialmente planetaria. Solo attraverso il dialogo con gli attori educativi – la convinzione di Bordoni -, nella famiglia come nella scuola, si possono cogliere i segnali di un disagio sociale, che oggi si espande in modo esponenziale».

Ed è per questo che alcune scuole si sono attivate per dare supporto ai genitori con incontri e progetti mirati: «L’istituto paritario Pio XII di Sondrio ha promosso una serie di incontri rivolti ai genitori degli studenti. Ma anche il liceo Piazzi Lena Perpenti (Plp), sede del Cts (Centro territoriale di supporto) ha avuto incarico dal ministero dell’Istruzione di progettare attività di studio e prevenzione del fenomeno», coordinate dallo stesso Bordoni, che insegna al Plp.

Su quanto breve sia il passo dal cyberbullismo al DeepWeb insiste Bordoni: «Vi sono altri aspetti, meno noti, ma sicuramente molto più pericolosi: il DeepWeb, termine ai più sconosciuti, che rappresenta un pericolo non solo virtuale per le conseguenze, che può comportare. Si leggono spesso notizie di giovani, che vengono coinvolti in attività illecite anche gravi: droga, traffico di armi, pornografia e pedopornografia, gestione di documenti e denaro falso, manuali per realizzare droghe chimiche e bombe rudimentali. Sono solo alcuni “servizi”, che si possono trovare, con facilità, nel DeepWeb, alla portata di tutti, senza particolari competenze informatiche. Le famiglie ed i docenti devono essere consapevoli, informati e formati su come conoscere e contrastare questo fenomeno».

Dalla “Provincia di Sondrio”